ULTERIORI CONFERME
Sinceramente speravo di sbagliarmi, quando – nel corsivo di giovedì otto settembre – rimarcavo come, per militare in Rifondazione, “non importa se si pensa o meno di essere ‘comunisti’, l’essenziale è che si sia ecumenici; poi, che si sia cattolici o protestanti, non è un problema insormontabile: l’importante è essere credenti”.
Invece, ahimé, leggendo “Targato Cn” del giorno successivo, ho trovato soltanto una conferma a quanto da me sostenuto; all’interno dell’articolo intitolato “L’attualità più stringente nella ‘Festa in Rosso’ a San Rocco di Castagnaretta” si dà notizia di quali sono state le iniziative politiche della kermesse che si è tenuta il dieci e undici settembre.
Secondo quanto scrive tale C.S., “si inizierà sabato 10 alle 17 parlando dell’Europa da costruire, quella delle pratiche sociali contro l’austerità. Oltre gli interventi previsti di Argyrios Panagopoulos (portavoce di Syriza in Italia), di due rappresentanti dell’associazione greca Solidarity4All del Pireo (Atene) e del vice-direttore della Caritas di Ventimiglia, parteciperanno al dibattito Maria Grapsa (Associazione Piemonte-Grecia) e Federico Borgna in qualità di Sindaco di Cuneo e presidente della Provincia. A coordinare il dibattito sarà Claudia Aceto della Caritas di Cuneo”.
La Caritas è l’organismo della Conferenza Episcopale Italiana che ha come scopo – così recita l’articolo uno del suo statuto – la promozione della “testimonianza della carità nella comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica”.
Trovo estremamente grave che una formazione politica sedicente ‘comunista’ non solo permetta, ma anzi promuova, la presenza dominante – in un dibattito da essa promosso – di rappresentanti della chiesa cristiana cattolica apostolica romana: così si permette al nemico di classe di fare proselitismo all’interno delle file del partito.
Se poi, ancora, si ha bisogno di ulteriori evidenze di quali siano i requisiti essenziali per entrare e militare in Rifondazione, viene in soccorso la newsletter numero 149 della federazione di Torino, quella di venerdì quattro novembre; qui viene evidenziata una dichiarazione del Pastore Valdese che afferma: "Come diceva don Milani, l'obbedienza non è una virtù".
Con questa sua frase, il segretario evangelico precisa due concetti fondamentali: il primo è che una delle figure che lo ispirano sarebbe il Lorenzo prete di Firenze da lui citato, ma soprattutto - con una siffatta effettuazione della scelta delle parole - sottolinea il suo anticomunismo: al posto di quelle di un rappresentante del clero, avrebbe potuto citare le parole del presidente Mao "ribellarsi è giusto"; non lo ha fatto, e ciò rivela definitivamente chi sono le personalità di riferimento di questo 'signore'.
Bosio (Al), 04 novembre 2016
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com